La borsa per il mare ha una caratteristica curiosa: più è grande, più sembra esserci spazio per qualcosa che potrebbe servire. E così, prima di uscire di casa, dentro finiscono asciugamano, crema solare, occhiali, acqua, libri, cuffie, caricabatterie, costume di ricambio, qualcosa da mangiare, una felpa, un paio di ciabatte di emergenza e magari anche quell’oggetto che non si sa bene perché venga portato, ma che potrebbe tornare utile.
Poi si arriva in spiaggia e ci si accorge che, per gran parte della giornata, le cose veramente utilizzate sono poche.
Preparare quello che serve davvero non significa quindi rinunciare alle comodità. Significa evitare di trasformare una giornata al mare in un piccolo trasloco.
La prima cosa da mettere in borsa è quella che serve per stare al sole
La crema solare viene spesso considerata un accessorio tra gli altri, quando invece dovrebbe essere una delle prime cose da ricordare. Non serve soltanto averla con sé: bisogna anche prevedere di riapplicarla durante la giornata, soprattutto dopo il bagno, dopo essersi asciugati o se si è trascorso molto tempo al sole.
Il formato dipende dalle proprie abitudini. Per una giornata intera è più pratico avere una confezione che consenta di utilizzarla senza il timore di finirla a metà giornata.
Insieme alla crema, possono servire occhiali da sole e qualcosa che permetta di proteggere la testa nelle ore più calde. Non è necessario portare un guardaroba: basta scegliere ciò che si utilizzerà davvero.
L’asciugamano, ma senza esagerare
L’asciugamano occupa spazio, soprattutto se si sceglie un modello molto grande e spesso. È comodo, certo, ma non sempre è necessario portarsi dietro qualcosa che sembra progettato per occupare metà borsa.
Un telo da mare leggero può essere sufficiente per sdraiarsi e asciugarsi dopo il bagno. Se si viaggia con poco spazio, anche il materiale diventa una questione pratica: un telo che si asciuga rapidamente può risultare più comodo di uno particolarmente voluminoso.
La domanda da farsi è semplice: deve essere soprattutto morbido, grande, leggero o facile da riporre? Una volta stabilita la priorità, diventa molto più facile scegliere.
L’acqua viene prima di quasi tutto il resto
In spiaggia si può fare a meno di parecchie cose. Dell’acqua, invece, è meglio non fare a meno.
Una borraccia riutilizzabile permette di averne a disposizione senza dover acquistare continuamente bottigliette. Se la giornata è lunga e non ci sono punti di ristoro nelle vicinanze, conviene considerare fin dall’inizio quanta acqua sarà effettivamente necessaria.
È uno di quei casi in cui la praticità conta più dell’estetica della borsa: una borraccia ben chiusa e facilmente raggiungibile vale molto più di una quantità di accessori che rimarranno inutilizzati fino al ritorno.
Telefono sì, ma con un posto preciso
Il telefono finisce quasi sempre al mare. Il problema è dove metterlo.
Sabbia, acqua e calore non sono esattamente l’ambiente ideale per uno smartphone. Una custodia impermeabile o una piccola busta protettiva può essere utile, soprattutto se si prevede di avvicinarsi spesso all’acqua.
Non serve necessariamente portarsi dietro tutti gli accessori tecnologici che si possiedono. Il caricabatterie, per esempio, può essere superfluo per una semplice giornata se la batteria è sufficiente. Una power bank può invece avere senso quando si sa già che il telefono verrà utilizzato molto per fotografie, video, musica o navigazione.
Anche qui la regola è piuttosto semplice: non chiedersi cosa potrebbe servire in teoria, ma cosa si prevede realmente di fare.
Un cambio può essere più utile di tre accessori
Costume bagnato, vento improvviso, rientro serale: avere un cambio asciutto può risolvere situazioni molto più concretamente di tanti piccoli oggetti infilati nella borsa.
Non serve portare un secondo outfit completo. Una maglietta e un paio di pantaloncini, oppure ciò che si indossa abitualmente dopo la spiaggia, possono essere sufficienti.
Se invece si rimane al mare fino a sera, una felpa leggera può diventare una delle poche cose aggiuntive che vale davvero la pena portare. Soprattutto quando la temperatura cambia rapidamente dopo il tramonto.
Cosa mangiare durante una giornata al mare
Anche sul cibo è facile esagerare.
Una giornata in spiaggia non richiede necessariamente un frigorifero portatile pieno di contenitori. Per uno spuntino possono bastare frutta, qualcosa di semplice da mangiare e una borraccia d’acqua.
Se si pensa di pranzare in spiaggia, il discorso cambia: in quel caso può essere utile organizzare il cibo in anticipo e soprattutto conservarlo in condizioni adeguate.
La cosa meno utile è portare molte cose diverse soltanto perché potrebbero venire voglia. Dopo qualche ora sotto il sole, spesso si scopre che metà degli alimenti è rimasta esattamente dove era stata messa.
La borsa non deve diventare un cassetto
Ci sono poi tutti quegli oggetti piccoli che sembrano innocui singolarmente e che, messi insieme, trasformano la borsa in un contenitore senza fondo.
Fazzoletti, salviette, elastici per capelli, una piccola pochette, chiavi, monete, documenti, cuffie. Non sono necessariamente cose inutili. Il problema è portarli senza criterio.
Una piccola custodia può essere sufficiente per raccogliere ciò che serve davvero. In questo modo non bisogna svuotare tutta la borsa per trovare le chiavi o il telefono.
E c’è un altro dettaglio spesso sottovalutato: portare meno significa anche perdere meno tempo a cercare.
Le cose da non dimenticare quando si va con i bambini
Con i bambini la lista cambia, perché alcune cose che per un adulto sono superflue possono diventare fondamentali.
Acqua, protezione dal sole, cambio, asciugamano e qualcosa con cui giocare sono probabilmente più importanti di una quantità di piccoli accessori. Anche in questo caso, però, conviene evitare di riempire la borsa con giochi che non verranno utilizzati.
Una paletta, un secchiello e qualche oggetto per giocare in acqua possono essere sufficienti. Il resto dipende dall’età e da come si trascorrerà la giornata.
E se si va al mare in auto?
Qui nasce una distinzione importante.
Se la spiaggia è raggiungibile in auto e si può lasciare qualche oggetto al sicuro, non è necessario portare tutto con sé ogni volta che ci si alza per andare a fare il bagno. Se invece si raggiunge la spiaggia a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici, ogni grammo in più comincia a farsi sentire.
Per questo la borsa ideale non è uguale per tutti.
Una persona che passa quattro ore in uno stabilimento vicino al parcheggio avrà esigenze diverse da chi cammina per venti minuti prima di arrivare a una spiaggia libera e poi deve ripartire con tutto quello che ha portato.
La vera organizzazione parte da qui: non dalla lista universale delle cose da mettere in borsa, ma dalla giornata che si ha davanti.
La lista essenziale
Se si volesse ridurre tutto a una dotazione di base, per una normale giornata in spiaggia potrebbero bastare:
- crema solare;
- occhiali da sole;
- asciugamano o telo;
- costume;
- acqua;
- telefono;
- chiavi e documenti essenziali;
- qualcosa da mangiare, se non si prevede di fare acquisti in loco;
- un cambio leggero;
- una protezione per il telefono, soprattutto vicino all’acqua.
Tutto il resto dovrebbe superare una domanda molto semplice: lo userò davvero?
Se la risposta è no, probabilmente può rimanere a casa.
Portare meno non significa avere meno
La giornata al mare dovrebbe essere una delle occasioni in cui si sente meno il bisogno di avere tutto sotto controllo.
Non servono necessariamente dieci oggetti per stare comodi. Servono quelli giusti nel momento in cui servono.
Una buona borsa da spiaggia, in fondo, non è quella che contiene qualsiasi cosa possa venire in mente. È quella dalla quale si riesce a prendere subito ciò che serve, senza rovistare, senza trascinarsi dietro un peso inutile e senza arrivare a sera con la sensazione di aver portato mezza casa.
Il mare offre già abbastanza cose da gestire: sole, sabbia, acqua, vento, caldo, fame, sete e magari la voglia improvvisa di restare un’ora in più.
Almeno la borsa può essere semplice.
